Città Aperta 2025


Vittoriano – Sala Zanardelli, Rome, 2025

Authors: Diana Bagnoli, Alex Majoli, Paolo Pellegrin

Ideation: Edith Gabrielli 

Curators: Roberto Koch e Alessandra Mauro

Exhibition Manager: Suleima Autore (Contrasto)

Ligthing Project: Giovambattista Buongiorno

Graphics: Ginevra Costantini (Contrasto)

Contractor: Articolarte srl

Photos: Dinamica Studio

Courtesy: VIVE

Città Aperta 2025 / Rome in the Year of the Jubilee is a visual narrative hosted within the Vittoriano (Altare della Patria), the symbolic heart of the Eternal City, during the Jubilee Year of 2025. Conceived by Edith Gabrielli, Director of VIVE, and curated by Roberto Koch and Alessandra Mauro (Contrasto), the exhibition invites viewers to experience the city and its pilgrims through the lenses of three photographers: Diana Bagnoli, Alex Majoli, and Paolo Pellegrin.

The exhibition unfolds within Sala Zanardelli, a particularly demanding architectural setting: carved into the core of the Vittoriano, the space comprises two overlapping, narrow, and elongated rooms, topped by cross vaults.

The design challenge was twofold. First, to counterbalance the dark, almost oppressive atmosphere of the hosting environment. Second, to develop a highly adaptable exhibition system—since the photographs (in both quantity and final dimensions) would only be disclosed at the project’s conclusion. These constraints shaped the design approach, leading to the use of neutral colors and minimal forms, and the creation of modular components capable of maximizing the display surface. This strategy ensured the curators retained maximum flexibility in composing the final layout.


Città Aperta 2025 / Roma nell’Anno del Giubileo è una narrazione visiva ospitata all’interno del Vittoriano (Altare della Patria), cuore simbolico della Città Eterna, durante l’Anno Giubilare 2025. Ideata da Edith Gabrielli, Direttrice di VIVE, e curata da Roberto Koch e Alessandra Mauro (Contrasto), la mostra invita i visitatori a vivere la città e i suoi pellegrini attraverso l’occhio di tre fotografi: Diana Bagnoli, Alex Majoli e Paolo Pellegrin.

La mostra si sviluppa all’interno della Sala Zanardelli, un contesto architettonico particolarmente impegnativo: scavata nel cuore del Vittoriano, lo spazio è composto da due sale sovrapposte, strette e allungate, sormontate da volte a crociera.

La sfida progettuale è stata duplice. Da un lato, bilanciare l’atmosfera scura, quasi oppressiva, dell’ambiente ospitante. Dall’altro, sviluppare un sistema espositivo altamente adattabile, dato che le fotografie (sia per quantità che per dimensioni finali) sarebbero state comunicate solo al termine del progetto. Questi vincoli hanno definito l’approccio progettuale, portando all’uso di colori neutri e forme minimali, e alla creazione di componenti modulari capaci di massimizzare la superficie espositiva. Questa strategia ha garantito ai curatori la massima flessibilità nella composizione del layout finale.